sabato 25 gennaio 2014

mentre tutto si muove

Le luci guizzanti, la musica assordante e il suo ritmo convulso fanno da sfondo a questo incontro. I corpi caldi dentro alle magliette sudate sono i protagonisti. C'è tutto un movimento, un saltare, ancheggiare, muovere le mani e alzare le braccia al cielo, e ci sono questi due piccoli animali selvaggi che si trovano a scuotere veloci le loro teste una accanto all'altra. Non ci fanno caso, ci sono gli amici attorno e tante facce conosciute per lui, per lei una banda di nuovi volti, che sta ancora studiando e dai quali viene ancora un pò studiata. Ma ci sono solo sorrisi nell'aria, ci si sente a proprio agio e così quei due ogni volta si trovano sempre più vicini. Un drink tira l'altro, gli effetti di luce nell'alcol si riflettono e regalano bagliori blu sulle facce colorate di giallo fluorescente. Il gruppo è lontano e loro due sempre più vicini. Ballano, coordinati, una canzone commerciale di qualche anno fa, un remix di qualcosa o un ritmo nuovissimo. Lei non lo sa più. E' concentrata. Sta succedendo. Sorrisi a fior di labbra e occhi negli occhi, finchè gli occhi si chiudono e le bocche si aprono e la magia accade. Un baciarsi infinito, violento, forte come la musica, o forse forte proprio per sovrastare la musica. Da lì in poi è tutto un rincorrersi e un cercarsi, i corpi si toccano e si vogliono, i respiri sul collo dell'altro forti e caldi, pelle salata e dolce assieme. E poi tutto finisce. C'è il paninaro delle cinque di mattina, c'è il bacio intenso della buonanotte. Ci sono i messaggi nei giorni seguenti, un pò timidi un pò dolci. C'è il mistero di qualcosa che non si è ancora concluso e la voglia di vedere cosa succederà.

mercoledì 15 gennaio 2014

e lui.

C’è una stanza, e nella poca luce di un tramonto senza sole si vedono i mobili, una libreria su un lato e una scrivania di legno, di quelle vecchie, accanto. E  la sua sedia, anch’essa di legno, anch’essa vecchia, tarlata, che odora di altri tempi e altre stanze. La luce arriva dalla finestra, grande, con tende leggere e color della sabbia, che non sai mai quanto sia grigia e quanto dorata. Anche la luce è del colore della sabbia. In tutta questa sabbia spicca in mezzo alla stanza il pianoforte. È un pianoforte lucido e nero, su esso scintillano i granelli di polvere se la luce li colpisce con la giusta inclinazione. E al pianoforte è seduto un uomo. Anche la sua barba è del colore della sabbia, ma è sabbia dorata, e i suoi occhi sono del colore del cielo, ma è il cielo terso dell’estate. E lui suona una melodia nuova alle mie orecchie, che sono lì e ascoltano. Le mie orecchie. I miei occhi guardano. La mia pelle sente. Il mio naso annusa.  Frequenze nell’aria, che le orecchie sentono, che gli occhi guardano, che la pelle sente, che il naso annusa. Dalla soglia vedo e sento i piedi muoversi in avanti. Come una calamita. Attratti. Tutta la mia pelle vuole essere partecipe. Alla fine della melodia io sono lì, in mezzo alla stanza assieme al pianoforte e all’uomo e io sono solo io, spoglia e del colore della sabbia  e dell'erba e calda del colore del sole. Tutti i miei sensi vogliono essere toccati e l’unico pensiero che forma una parola dentro me è il gusto. E lui…

domenica 5 gennaio 2014

Libri. 14: La camera Azzurra





Questo è il mio primo Simenon. Mi è stato regalato da mia madre per Natale, così un po’ per il tempo libero e un po’ per curiosità, ho deciso di leggerlo. E l’ho divorato. Una scrittura meravigliosa, una storia intrigante, immagini dolci e crude assieme, un amore quasi crudele e un uomo che in fondo al cuore lo senti, che è buono, ma proprio non ce la fa, e finisce con l’essere incastrato in una situazione quasi comica, e molto tragica, nella quale finisce per arrendersi e lasciarsi trasportare, dagli eventi, dalle parole, dai rituali.

 Leggetelo, e non ve ne pentirete.

sabato 4 gennaio 2014

Mi sa che ho un problema adesso. e ho così tanta voglia di amare e di sentirmi amata, e di non sentirmi sola, e di ricevere un bacio sincero davanti al mondo. Ho un vuoto, che adesso è ancora piccolo, ma lo sento allargarsi ogni giorno di più, un millimetro alla volta. Devo realizzarmi, lavorare, crescere per me stessa, ma in tutto questo quel buco non si riempirà mai, è un buco speciale che solo un altro può riempire, e non è nemmeno lo spazio degli amici dentro di me, è un'altra cosa, è quella cosa speciale che ci fotte, tutti quanti. L'amore è la cosa più bella assieme alla più brutta. Non è un caso che amore e morte vadano sempre a braccetto dagli albori della storia umana. E quello è il mio buco nero nei polmoni.

Fuori, intanto, sorrido e voglio abbracciare tutti e baciare qualcuno, ogni tanto. Voglio sentire di nuovo un corpo nudo su di me, quel calore che nessuna coperta e nessun vestito potranno mai eguagliare.

E in ogni caso, questo è vivere.

giovedì 2 gennaio 2014

cuore facile

Ho il cuore facile.
 Dagli un minimo appiglio, la punta del mignolo a cui aggrapparsi, ed esso con tutte le forze pretenderà di avere la mano, il braccio, il corpo intero. 
Che poi forse, è anche una salvezza. 
Non si deprime più di tanto, il mio cuore. 
Ha i suoi momenti no, è ovvio. 
Che poi coincidono con il momento più clou di una festa, per esempio. 
O altre situazioni decisamente non idonee. 
Ma in un certo senso sono ancora felice.
 O forse di nuovo, felice. Cuore facile e felice. 
C'è una cosa sola di ieri sera che cancellerei per sempre dalla memoria e che non rifarei per niente al mondo, ma tutto il resto, tutto quanto è stato perfetto e c'era tanto affetto, tanti abbracci, tanti baci. 
Tenerezza. 
Una notte tenera e piena di vita, ecco cosa è stata.
 Ho paura di dirlo ad alta voce ma questo 2014 sembra essere iniziato col piede giusto.
 E staremo a vedere. 


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