giovedì 8 maggio 2008

[...]

Per questo dico che,
avrei bisogno di una lei da sfogliare
da toccare e accarezzare con
leggiadri tocchi di dita nude.
su pelle nuda
nella luce del tramonto
su quella panchina del mio sogno
con quel viso- quella pesca- davanti agli occhi.
ich weiss es nicht.
c'è un profondo desiderio in me, di entrare in quel mondo inesplorato eppure così famigliare,
per forza di cose, perchè mio.
c'è questa consapevolezza di essere doppia
in un qualche senso,
che mi allaga e mi sorprende ogni minuto.
quando mi ritrovo nell'angolo
sconvolta ed ansimante.
quando il sogno si tramuta per quell'attimo del dormiveglia
in realtà.
prima che la guancia riprenda coscienza di sè
adagiata sul cuscino.
ma è tutto così vero che
quelle dita sognate, quel viso ormai nascosto
dimenticato nei tratti ma non nell'essenza,
so che da qualche parte
esistono.


E' come se parlassi ad un fantasma. Ma tu, continui anche ora a venirmi in mente. Lo so che da qualche parte, in qualche mondo, esiste la tua essenza condensata in un qualche corpo. Ecco, io ti amo, come se fossi parte di me, una sorella nel mio sangue, nelle mie vene. Ti troverò....un giorno.

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